Il coefficiente Biscottina, ossia la grande scoperta del Prof. Asinelle

Bisogna ammetterlo: voi donne siete affette da una forma di oscurantismo quando si tratta di uomini. Vi lasciate condizionare da pareri di amiche, da riviste senza revisione paritaria, da siti e forum ricchi di stereotipi sul sesso maschile. Molto spesso non riuscite a trovare le risposte ai vostri dubbi, oppure arrivate a conclusioni senza significatività statistica, tipo “gli uomini preferiscono le bionde” oppure “i maschi preferiscono le tettone”, o ancora “tanto preferite sempre le magre”. Ma la risposta a tutti i vostri quesiti era lì, dove non avreste mai pensato di trovarla: nella letteratura scientifica.

A grande richiesta, pubblico sul mio blog la metodologia matematica alla base del coefficiente Biscottina, ossia il criterio empirico usato dagli uomini di tutto il mondo per valutare istantaneamente una donna, già accennato nell’articolo Elevato alla speranza.

La storia

Il coefficiente Biscottina prende il nome dal suo inventore, il matematico torinese Gustavo Asinelle, soprannominato “il Biscottina” a causa della sua maniacale attività da ricercatore sullo studio dell’attrattività femminile. Nel 1866 pubblicò i suoi primi risultati sul Journal für die reine und angewandte Mathematik, in cui enunciò l’importante Teorema di Biscottina, la base teorica di tutti i suoi sviluppi matematici:

Teorema di Biscottina

“Dato il seno, il coseno di una donna è il culo”

In simboli:

Se x è una donna e sen(x)=8, allora cos(x) = (|)

dove 8 è una numero che fa riferimento alla topologia delle zinne, mentre l’operatore (|) è una modellazione delle natiche femminili.

Il teorema di Biscottina ha inaugurato l’annus mirabilis della matematica applicata alle passerine, ma pochi sanno che la sua scoperta fu casuale. Durante una calda giornata d’agosto a Roma, il Biscottina aveva voglia di una gustosa grattachecca allo sciroppo di amarene. Mentre passeggiava sul Lungotevere notò un’avvenente signorina romana, ammirata con meraviglia anche dalla popolazione maschile presente. Guardando le generose curve della ragazza e studiando le considerazioni fatte dagli uomini, il Biscottina capì che esiste una correlazione empirica fra le forme femminili e la distorsione del campo vettoriale delle attenzioni maschili. In altre parole, tanto più una donna è arrapante, tanto più le attenzioni maschili convergono verso di lei, indipendentemente dal moto rettilineo uniforme di un maschio in movimento, come mostra la figura 1.

campovettoriale
Figura 1. Campo vettoriale dell’attenzione maschile. Sebbene l’uomo u segua un moto rettilineo uniforme (in rosso), la sua attenzione verrà deviata dalla presenza di una donna d, che causerà una curvatura del suo vettore delle attenzioni (in blu).

Per misurare il grado di distorsione delle attenzioni maschili, il Biscottina sviluppò l’omonimo coefficiente, espresso da 0 a 10, che ha finalmente chiarito alla comunità scientifica come gli uomini guardano le donne. Dopo la morte per sifilide nel 1910, gli studenti di Gustavo Asinelle decisero di portare avanti gli studi del loro insegnante inaugurando il Centro Studi Biscottina, che da decenni analizza i profili di migliaia e migliaia di donne, per offrire alla comunità accademica una metrica sempre più precisa e attendibile.

Il coefficiente Biscottina è basato sulla seguente ipotesi: un uomo cammina per strada e percorre una distanza di 12 metri. A circa 6 metri di distanza da lui c’è una donna, non in movimento. Potrebbe aspettare qualcuno o qualcosa, tipo un autobus o un tram. Inoltre la donna è rivolta in direzione opposta a quella dell’osservatore, quindi nei primi sei metri sarà rivolta frontalmente verso l’uomo, mentre negli ultimi sei metri sarà di spalle.

Il coefficiente ha una natura trigonometrico-meccanica, poiché viene calcolato in base alle torsioni del collo e ai movimenti degli occhi dell’osservatore, sfruttando la trigonometria e il calcolo integrale per calcolare l’evoluzione degli angoli di osservazione in tre fasi diverse. In altre parole, tanto più il coefficiente Biscottina è alto, tanto più l’osservatore maschile non staccherà gli occhi di dosso dalla donna.

La fase I si misura nel primo metro.

La fase II si misura tra il secondo e il sesto metro.

La fase III si misura tra il sesto e il dodicesimo metro, come mostra la figura 2.


Figura 2. Rappresentazione delle ipotesi e delle fasi alla base del calcolo del coefficiente Biscottina. L’uomo u segue un moto rettilineo uniforme per 12 metri, in cui incontra la donna d a metà strada.

Fase I: la fase REM

Questa prima fase interviene fra il primo e il secondo metro di cammino ed è chiamata REM proprio perché condivide l’acronimo di Rapid Eye Movement con la corrispondente fase del sonno. Contribuisce al coefficiente Biscottina attraverso il grado con cui l’uomo guarda istantaneamente la donna nella sua interezza, con due movimenti rapidi: dall’alto verso il basso e viceversa. Sebbene sia la fase che concorra meno al punteggio finale, è determinante per le due fasi successive, perché a seconda dei risultati ottenuti l’uomo decide di continuare a fissare la donna oppure no.

Questa fase consiste nel misurare l’angolo creato dal movimento rapido degli occhi ed è la più difficile da misurare sul campo, richiedendo complesse misurazioni visive con un alto numero di fotogrammi al secondo. Inoltre è una misurazione statica, poiché si assume una distanza fissa fra l’uomo e la donna di circa cinque metri, a volte anche cinque metri e mezzo.

L’ipotesi principale è che l’uomo è incoraggiato a una visione globale della donna solo se nota degli elementi di interesse, che lo stimolino a guardarla dall’alto verso il basso e viceversa. Questo interesse viene misurato dal parametro b1, un valore compreso fra zero a uno che misura quanta percentuale della donna si è disposti a osservare. Per farvi un esempio, valori prossimi a zero si registrano d’inverno, in cui è normale coprirsi e indossare cappelli e sciarpe di lana. Valori prossimi a uno si osservano d’estate, specialmente in spiaggia. La figura 3 mostra graficamente come si calcola il punteggio della fase REM.

faseI
Figura 3. Base di calcolo per la fase I.

Per calcolare l’angolo creato dall’uomo nel guardare globalmente la donna, si ricorre all’approssimazione offerta dalla formula seguente:

eq1

dove β è l’angolo espresso in gradi sessagesimali, h è l’altezza della donna, δ = h – a è la differenza fra le altezze dell’uomo e della donna, e b1 è il parametro che decide quanta percentuale della donna viene osservata. Il massimo teorico per questo valore è stato stimato a 8.754, un risultato corrispondente a una donna giunonica alta due metri osservata da un Hobbit di un metro e cinquanta.

Il risultato è proporzionale all’altezza, premiando le donne alte, ma non dimenticate che potreste ottenere dei valori soddisfacenti puntando sul parametro b1, i cui fattori determinanti sono trucco, rossetto, minigonna, calze a rete, scarpe con i tacchi, décolleté e altri elementi stuzzicanti. In generale, vale la regola empirica: “va bene l’effetto vedo-non vedo, però se vedo va anche meglio”.

Fase II. La fase Brüste

Dopo aver valutato in modo generale l’aspetto di una donna, nei cinque metri successivi l’uomo concentra tutta la sua attenzione nel fissare il seno. Durante la fase Brüste si misura la somma degli angoli creati dalla torsione della testa verso il petto dell’osservata. Più a lungo l’uomo osserva il seno, più alto sarà il valore del coefficiente associato alla fase Brüste.

Come mostra la figura 5, l’uomo crea una successione di angoli fra la sua direzione rettilinea e il suo sguardo rivolto al petto della donna. La somma continua di questi angoli, moltiplicata per otto, restituirà il punteggio attribuito al seno femminile.

faseII
Figura 5. Successione di angoli creata dalla direzione rettilinea dell’uomo u (in nero) e dagli sguardi rivolti al seno della donna d (ipotenuse in grigio). Gli angoli ottenuti tendono a essere acuti.

Prima di passare ai calcoli, ricordate che i punteggi sono ovviamente vincolati all’abbigliamento, ergo se coprite il seno con un impermeabile, il punteggio sarà zero.
La somma degli angoli corrisponde alla soluzione dell’integrale:

eq2

che va definito nell’intervallo fra 0 e b2, dove il secondo parametro rappresenta il numero di metri che l’uomo percorre mentre fissa il seno della donna. Il risultato finale va moltiplicato per otto. Per evitarvi la rogna di fare i calcoli, ecco per voi una tabella con dei valori ricalcolati per i diversi metri (arcotangente espresso in radianti).

Come potete notare dai risultati, il punteggio cresce progressivamente all’aumentare dei metri, tendendo a premiare le ragazze più generose. Però la formula del Biscottina non accenna mai alle misure del seno, ma premia soltanto il suo ipnotismo. Per ottenere valori alti in questa fase basta attirare l’attenzione sul seno e non necessariamente possederne uno grosso. In altre parole, deve essere stuzzicante: anche un seno piccolo può essere attraente e registrare punteggi elevati, basta mostrarlo da una scollatura intelligente o addirittura incorniciarlo con un bel reggiseno.

I valori più alti registrati in Italia nella fase Brüste sono stati attribuiti a donne come Sabrina Salerno e Francesca Dellera, ma dopo il successo della serie televisiva Mad Men la detentrice del titolo “Miss 20.9284” resta ancora Christina Hendricks.


IT’S OVER 20.9000!!!!!!!!

Fase III. La fase Rumpa

La terza fase del coefficiente Biscottina è la più approfondita a livello accademico, perché contrariamente all’opinione comune sulla prevalenza del seno nelle preferenze maschili, attribuisce punteggi maggiori ai glutei. Il calcolo è molto simile a quello della fase Brüste, ma restituisce valori più alti perché guardare il sedere obbliga l’uomo a una torsione del collo molto più ampia e la valutazione viene effettuata su sei metri, come mostra la figura 6.


Figura 6. Successione di angoli creata dalla direzione rettilinea dell’uomo u (in nero) e dagli sguardi rivolti al sedere della donna d (ipotenuse in grigio). Gli angoli in rosso tendono a essere ottusi.

Anche in questa fase bisogna calcolare la somma continua degli angoli generati dalla torsione del collo maschile, ma i risultati tenderanno a essere più alti perché gli angoli hanno un’ampiezza più elevata. Inutile ripetere che in caso di copertura delle natiche con un giubbotto pesante, i risultati saranno zero.
La somma degli angoli corrisponde alla soluzione dell’integrale:

che va definito nell’intervallo fra 0 e b3, dove il secondo parametro rappresenta il numero di metri che l’uomo percorre mentre fissa il sedere della donna. Il risultato finale va moltiplicato per due. Anche qui, per brevità ho calcolato direttamente una tabella con dei valori di riferimento per ogni metro (arcotangente espresso in radianti).

Come potete notare, i risultati tendono a essere più equilibrati fra i diversi metri, dando alla fase Rumpa un’importanza fondamentale per il calcolo del coefficiente Biscottina. Come mai? Perché secondo il Biscottina gli uomini sono così attratti dal sedere di una donna? Gli studiosi si dividono, ma ammettono che una spiegazione può essere offerta da una di queste teorie, o da combinazioni di queste:

Teoria classica delle veneri steatopigie: secondo gli storici, gli uomini sono ancora affezionati a un immaginario preistorico in cui le donne con un sedere più generoso erano associate a una fertilità maggiore. Questa teoria è quasi caduta in disuso dopo l’introduzione delle spiegazioni successive.

Teoria dell’ipnosi di Foucault: la ragione per cui gli uomini sono così attratti dal sedere ha una natura quasi subconscia, causata dall’ipnotico movimento pendolare delle natiche femminili durante il movimento. Seppure accettata come una possibile causa per un sedere in moto, non fornisce una spiegazione all’attrazione maschile per un sedere fermo.

Teoria anatomico-ergonomica: è la prima teoria che tenta di spiegare la prevalenza del sedere sul seno. Secondo questa tesi il seno può mettere l’uomo in difficoltà, perché le mammelle non sono dei muscoli e potrebbero essere rischiose da maneggiare. Al contrario, il sedere è un muscolo che garantisce una migliore presa, oltre a offrire all’uomo una maggiore soddisfazione tattile.

Teoria moderna della relatività: è la teoria più avvincente per i fisici teorici, ma ancora lontana dall’essere accettata in ambito scientifico, almeno finché la fisica non riuscirà a unificare la gravità alla forza elettronucleare in una Teoria del Tutto. Secondo questa tesi, la massa del sedere emette gravitoni in lieve quantità che causerebbero attrazione attraverso impercettibili curvature dello spaziotempo, avvertite dagli uomini anche tramite l’erezione.

Anche in questa fase è difficile dare dei consigli su come ottenere punteggi alti, ma tenendo a mente queste quattro tesi potreste trarne delle conclusioni. Per esempio, nella foto seguente di Susanna Messaggio al mare, è difficile capire come abbia fatto a registrare un punteggio Rumpa di più di 28 punti. L’effetto Foucault non aiuta visto che è solo una foto. La teoria anatomico-ergonomica può giustificare il punteggio, anche se certe increspature potrebbero essere causate da un’emissione di gravitoni. A 51 anni dubito che la teoria classica delle veneri steatopigie sia ancora valida.


Comunque, complimenti per l’ottimo risultato eh!

In ogni caso, un tribale dovrebbe garantirvi almeno una decina di punti.

Calcolo del coefficiente Biscottina

Una volta fatte le tre misurazioni, potete calcolare il vostro coefficiente Biscottina in questo modo:

– Sommate i punteggi ottenuti nelle fasi REM, Brüste e Rumpa;
– Dividete il risultato per 65.8536 (la costante di Biscottina);
– Moltiplicate per 10.

Per esempio, se avete totalizzato 6 punti nella fase REM, 15 punti nella fase Brüste e 17 punti nella fase Rumpa, il vostro coefficiente Biscottina sarà pari a 5.77. Niente male, considerando che un valore di 9.4 è associato ad Ainett Stephens.

Come posso calcolare il mio coefficiente Biscottina?

Se non volete ricorrere ai servizi del Centro Studi Biscottina, potreste calcolare approssimativamente il valore del vostro coefficiente facendovi aiutare da un gruppo di sei, sette persone. Scegliete la giornata ideale per calcolare il vostro coefficiente, evitando giornate troppo calde o piovose. Maggio è un mese perfetto per le rilevazioni. Nascondete i vostri amici fra i cespugli e assicuratevi che usino telecamere sofisticate per poter misurare con precisione dove si ferma lo sguardo maschile durante la fase REM, per quanti metri vi viene osservato il seno e per quanti metri gli uomini si girano ad osservarvi il culo. Restate ferme e fate finta di aspettare l’autobus. I vostri amici dovrebbero raccogliere dati da un campione composto da almeno trenta uomini di passaggio. Fate i calcoli e avrete il vostro coefficiente!

Corollario al teorema di Biscottina – il teorema di unicità della valutazione istantanea di Arrow

Un altro importante risultato che dovreste conoscere è il corollario al teorema di Biscottina, ossia il teorema di unicità della valutazione istantanea di Arrow (non Kenneth, ma Zachary Arrow, un matematico statunitense meno famoso ma non per questo meno importante). Secondo questo teorema, non esiste nessun’altra valutazione istantanea effettuata dagli uomini sulle donne, oltre a quella basata sul coefficiente Biscottina.

Di conseguenza, quando incontrerete a una festa quel ragazzo che vi dice che la prima cosa che vede in una donna sono gli occhi, le mani o i capelli, secondo il teorema di unicità della valutazione istantanea di Arrow sta dicendo una cazzata sesquipedale, perché anche lui attraversa le fasi REM, Brüste e Rumpa come tutti noi uomini.

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89 thoughts on “Il coefficiente Biscottina, ossia la grande scoperta del Prof. Asinelle

  1. Però vorrei aggiungere un corollario, che chiamerei, con grande umiltà, Corollario di Pontomedusa: “Non importa quale sia il vostro coefficiente biscottina, tutti gli uomini che si gireranno a guardarvi saranno cessi e/o con la faccia da bavosi maniaci. Gli unici bei ragazzi registrati saranno accompagnati dalla relativa fidanzata che quindi si affretterà a riportare su di sé la loro attenzione a colpi di sonore gomitate nelle costole.”

    • È un buon corollario che si collega bene. Perché c’è tutta una storia dietro. Mi hai fatto venire in mente la storia di una mia amica, a cui le ho detto: “guarda, il motivo per cui solo marpioni ti vengono dietro è perché hai un buon coefficiente Biscottina. Se vuoi un consiglio, la prossima volta che esci per andare al Pub, indossa un brutto maglione di Minnie. Ma che sia brutto, di lana, con Minnie quadrata con gli occhi a rombi. Vedrai che così abbasserai il tuo coefficiente Biscottina, filtrando i marpioni con le maglie della lana spessa e pruriginosa e magari incuriosendo anime gentili e premurose”. Non mi ha voluto ascoltare.

      Forse nel tuo caso, anche tu hai un coefficiente biscottina piuttosto elevato. Mai pensato di fare shopping al Disney Store?

      • Il mese scorso in Cina ho visto una tizia che andava in giro con un pigiama rosso di Minni (sì, per strada). Quasi quasi, la prossima volta che vado a Ningbo le chiedo dove lo ha comprato!

      • Io dico come calcolare il coefficiente Biscottina, ma Gustavo Asinelle non ha mai detto che avere un coefficiente Biscottina alto sia un bene!

        Usa Minnie, giovane Pontomedusa.

  2. Mi piace quando la scienza è al servizio del genere umano. Nel mio piccolo, in passato, con un amico avevo creato una scala per indicare l’eccitazione provocabile, o il suo opposto, per uomini e donne (avevo preso questa decisione perché se esistono scale quali la Mercalli o la Fahrenheit, ptoeva esistere anche la mia).

      • Ci avevo pensato. Ma dopo una discussione con la mia ragazza, temo che per le donne il discorso sia meno “meccanico”.

      • Se tu vuoi fare un discorso matematico meccanico, credo che non sia possibile farlo per le donne. Ma se si vuole analizzare la faccenda sotto un aspetto psicologico, considerando gli aspetti che statisticamente attraggono o respingono delle persone, quali la stupidità, la cura della persona, l’arroganza, la violenza, si può fare un discorso piú ampio. Non quindi incentrato sul meccanicismo che ruota attorno alla Biscottina, ma una scala per classificare i tipi umani.

      • Mi hai fatto venire un’idea. So quale teoria applicare alle donne. Grazie, sarai sufficientemente omaggiato.

  3. Quello che mi preoccupa di te, come sempre, è l’impegno che ci metti. Io ti stringo la mano e t’asciugo volentieri la sudata. Superbo. Ps. Ho delle idee per quella cosa!!! Al piu presto delucidazioni!

  4. Adesso che sono arrivata fino in fondo, mi rifiuto di tornare su, eppure avrei giurato che in testa al post tu dicessi una cosa tipo: ‘per semplificare la questione, eccovi la formula’. E’ evidente che io e te non codividiamo la medesima idea di ‘semplificazione’. Ma io sono umanista, e una certa divergenza di vedute nell’ambito dei rispettivi orizzonti semantici, vivaddio, è inevitabile. Se posso permettermi però, a conclusione di un’analisi che è certamente brillante, è stato un peccato leggere ‘quando un uomo vi dice che vi guarda gli occhi, ecc.,ecc.’, perché a differenza di tutto il resto, questo è un cliché. Le donne non sono tutte uguali. A molte di noi fa gran piacere che ci si guardi il culo. O le tette. Specie se la cosa viene effettuata con un minimo di buion gusto. Non tutte abbiamo bisogno di ricevere una dichiarazione di matrimonio per buttarla sul fisico. Non tutte usiamo il sesso come merce di scambio per l’impegno. Non tutte viviamo solo di sospiri e ideali platonici. Credimi.

    • Quello che dici non lo metto in dubbio e hai ragione. Infatti in quella frase non faccio riferimento alle donne, ma a come si comportano gli uomini. L’intero articolo (non solo il finale) è un cliché sugli uomini scritto da un uomo, in cui si ammette che concentriamo i nostri sguardi su tette e culo. Quel “teorema di Arrow” è più che altro una critica a quegli uomini che dicono “no, io la prima cosa che vedo in una donna sono le mani”, che è il biglietto da visita di un uomo squisitamente cazzaro. A questo punto, via la maschera e ammetti anche tu che naturalmente guardi le tette e il culo d’istinto. Magari se fossi una donna preferirei più una sincerità divertente che una falsa sensibilità interiore condita di buonismo.

  5. Ma… e la velocità della camminata? e l’eventuale interruzione della camminata…
    Forse gli amici matematici potrebbero dare suggerimenti sul fatto re tempo
    😉

    Io faccio finta che l’Arrow non esista, e mi illudo che una cosa tipo una voce sexy, aiuti chi ha un fattore Biscottina basso…

    Mezzastrega

    • È un buon commento il suo. La velocità della camminata rientrerebbe nell’ipotesi di Foucault, ma in ogni caso questo coefficiente biscottina è calcolato in modo statico, con donna ferma e uomo in movimento. C’è la versione molto più complessa con uomo e donna in movimento, che richiede la soluzione di complessi sistemi di equazioni differenziali e altri sparagnaz.

      Comunque, la voce sexy può aiutare in una versione acustico-visiva del coefficiente biscottina, ma tutta questa analisi dimostra che l’uomo è un tipo dai gusti semplici. Quindi, non sottovaluti il suo coefficiente biscottina, magari non l’ha misurato bene e crede che sia basso! Si avvalga invece di un servizio professionale, si rivolga al Centro Studi Biscottina!

      • Son certa che il Centro Studi Biscottina offrirebbe un ottimo servizio, ma io ho già il mutuo da pagare.

        Inoltre il Centro Studi forse sottovaluta il variare dei gusti maschili. Ovvero il maschio è sì di gusti semplici, ma precisi: uno adorerà il seno prosperoso, l’altro invece il culo piccolo e sodo e così via. Occorre un numero di osservazioni statisticamente significativo.

        E secondo me se l’uomo in movimento si ferma incantato a guardare, il coefficente schizza!

        E poi… ho conosciuto uomini che perdono la testa per gli odori e il coefficente biscottina va a farsi friggere se la biscottina ha il profumo sbagliato
        Tipo.

        Però di certo è un metodo valido, non per niente evito di abbottonare le camicie del tutto e copro invece il sedere 😉

      • Se l’uomo si ferma a guardare, a seconda delle fasi ottieni il massimo. Tipo se si ferma a sbavare sul seno, allora 20 punti alla fase brueste e se si ferma a guardarti il culo hai 30 punti alla fase rumpa. Per farti un esempio, quella foto della Messaggio riesce sempre a isolarmi dall’universo con il mantra del “ELAMADONNA!”.

        Sugli odori non sono d’accordissimo perché le circostanze iniziali non permettono la valutazione. Cioè, non credo che la gente per strada inizi ad annusarti le ascelle. Credo che sia una consuetudine di certi animali domestici. Certo, non mi aspetterei attrazione dopo aver sudato come una cascata in una lezione di step, emanando un odore di cipolla in agrodolce nel raggio di mezzo miglio.

        Comunque il maschio non è così preciso. Credimi, anche se vedesse per strada una ragazza con la camicietta aperta e qualche principio di zinna, muoverebbe la testa. La precisione viene dopo, magari con gli amici: “sììì… ma a me piacciono i culi sodi… sììì, ma io preferisco le terze…” e così via. Il subconscio maschile segue e basta. Per questo approvo il non abbottonare.

        Il segreto è nella pelle. Più se ne mostra, meglio è! E viva la coscia, sempre! Meno pantaloni e più gonne.

        (direttamente dall’opuscolo del centro studi Biscottina)

      • Lei, Signor 21, non ha conosciuto feticisti, temo.
        L’uomo guarda ed assegna il punteggio Biscottina, poi si siede sulla seggiola a fianco alla tipa, e annusa uno stomachevole odore di fragole e panna (dico questo perchè mi è accaduto di essere sul punto di svenire, in autobus, per un odore così intorno alle 7 di mattina)… e l’ormone gli precipita non si sa dove (o gli si libra, se ha gusti opposti). Quindi il fattore Biscottina… talvolta ha valore per 5 minuti circa.
        Ovvero… non solo l’occhio vuole la sua parte (anche se è un despota che l’ottiene sempre per primo).

        un inchino

      • Gustavo Asinelle non era un feticista. Era un uomo di una volta, affezionato ai profumi di pane morbido, di lenzuola lavate e asciugate al sole, ai gelati artigianali e ai lucidascarpe. I suoi studi non sono andati oltre la prima impressione visiva, perché si arrapava pure per una caviglia.

        Comunque a me fragole e panna non dispiacciono, eh! 🙂

      • Fragole e panna piacciono anche a me, da mangiare, ma chimici di sniffare di prima mattina… anche no!

        I miei rispetti al buon Gustavo, che per i suoi tempi era un innovatore.

  6. Per pistineria scientifica avresti dovuto aggiungere le formule sul calcolo dello sviluppo angolare erettivo nei passaggi dalle fasi REM, Brüste e Rumpa: i giapponesi potrebbero inventarsi delle mutande tecnologiche ad hoc, brevettando l’idea diventeresti ricco in un battibaleno ed io ti chiedere una provvigione infima, promesso.

    • Sai, ho paura di due cose:

      1) La raccolta dei dati;

      2) I risultati. Dobbiamo sopprimere gli sviluppi angolari erettivi in pubblico. La società non è ancora pronta alle erezioni spontanee. Come siamo ancora medievali, sotto certi aspetti.

      • Un mio amico usava uno stratagemma efficace molto utile in spiaggia: a pancia in giù sulla sabbia, si creava una cuccia per il suo compagno di avventure visive 😀 La rilevazione risulterebbe persino agevolata, forse così sono surclassate entrambe le remore.

  7. Confesso, ho letto tutto l’articolo e ne sono ammirata (sono mica una ex nerd per caso, eh?), anche se il plauso sarebbe scattato già per “topologia delle zinne”.
    Da seguace del metodo induttivo, durante gli studi avevo sperimentato alcune situazioni ispirate dalle pubblicazioni del Centro Studi Biscottina, ma ahimè mai ebbi modo di ordinare le osservazioni elaborando siffatta teoria. Mi complimento ancora, soprattutto per aver citato il compianto prof. Asinelle.

    • Ti rendi conto in che preistoria vivremmo senza i risultati del Prof. Asinelle? Non avremmo oggetti che usiamo tutti i giorni come l’apriscatole, lo strofinaccio, il gloryhole e i sacchetti a vuoto per conservare le coperte. Dovremmo essere grati ogni giorno al Gustavo Biscottina. Lo dico sempre, per me Asinelle è così importante che mi immedesimo in lui: anch’io Gustavo Biscottina!

  8. Un lavoro leggendario! Lo sapevo che un giorno sarei riuscito a trovare una ragione per tutti quegli anni spesi a scaldar sedie di facoltà scientifiche.
    E da vero scienziato, questo meraviglioso articolo mi stimola entrambi gli emisferi. Il destro, per l’eleganza delle equazioni, e il sinistro, per la poesia che in ogni circostanza mi provoca una buona fase Rumpa.

    Ho profondamente apprezzato l’immagine dei tensori del campo vettoriale, ma anche l’altra immagine. Quella che mi suggerisce che è ora che inizi a guardare “Mad Men”.
    Grazie di cuore per la preziosa referenza. 🙂

  9. è da un po’ che volevo scriverlo, e ora lo faccio: questo tuo blog, o sommo maestro, è sublime. Mi sono reso conto che è uno dei pochissimi blog di cui rileggo i post più volte e continuo a ridere e sollazzarmi. 🙂

      • no, no, no, forse mi sarà capitato di dire per sbaglio una cosa intelligente una volta, ma ormai, sia quel che sia, le gerarchie sono cambiate: tu sommo maestro! Blog ultrafigo et geniale.

  10. Pingback: Sossoddisfazioni! | Ventuno su 21

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