La grande scoperta del tofu artificiale di 21

Si sa che alcune grandi scoperte dell’umanità sono state osservate per caso.

Il 3 settembre 1928 Alexander Fleming ha scoperto la penicillina, ossia il primo antibiotico della storia della medicina. Non tutti sanno come: Fleming era un ricercatore straordinario, ma anche un po’ casinista. Prima di partire in vacanza Alex volle mettere un po’ d’ordine al casino che c’era nel suo laboratorio, accatastando delle colture di stafilococchi in un angolo della stanza. Al ritorno dalle vacanze, notò che le colture batteriche erano ammuffite, ma la muffa che si era formata aveva ucciso i batteri con cui era a contatto. Così venne scoperta la penicillina.


Mi scusi Dott. Fleming, ma lei è stato veramente un culo rotto. Senza offesa, maestro.

Il 16 febbraio 2014 il soggetto 21 ha scoperto per caso come sintetizzare il tofu.

Andiamo con ordine.

Durante la seconda settimana di febbraio del 2014 il soggetto 21 aveva poche idee per il suo blog. Era ancora depresso dalla recente sconfitta sulla brasciola secca e il lavoro era più opprimente del solito. San Valentino ha portato un momento di svago, ma persino l’ukulele stava prendendo polvere.

La mattina del 15 febbraio 2014 il soggetto 21 ha accusato fortissime vertigini, che lo obbligano ad andare al pronto soccorso. A tutti coloro che si lamentano del sistema sanitario italiano, propongo una visita in Belgio. Entro al pronto soccorso in stato comatoso alle 14:00 ed esco cinque ore dopo con la diagnosi “faccia una visita da un otorino lunedì mattina”. Cinque ore di attesa per sentirmi dire che lunedì devo andare dall’otorino. Comunque l’attesa sul lettino mi ha fatto passare nausea e vertigini (e chissà quanto me le faranno pagare quelle cinque ore. Dovete sapere che Il Belgio è come gli Stati Uniti: se non hai un’assicurazione sanitaria paghi la fattura per intero, altrimenti ti viene rimborsato l’85%, quindi devi cagare di tasca tua il resto).

Uscito dall’ospedale e nonostante la forte nausea, il soggetto 21 aveva fame…

Prima di continuare, apriamo una parentesi sul tofu. Per tutti i lettori del blog che non hanno dimestichezza con le cucine asiatiche, preferendo di gran lunga la cucina tradizionale italiana (e che sotto certi aspetti avrebbero ottime ragioni per farlo), il tofu è un formaggio che si ottiene cagliando il latte di soia. È liscio, budinoso e non sa di un cazzo.

La scoperta geniale del soggetto 21 sta nel fatto che per sintetizzare il tofu non serve la soia: l’importante è usare come catalizzatori degli elementi neutralizzanti del sapore, che mantengano il risultato chimico a una sapidità inferiore al livello del “cazzo comune”, curiosa espressione tutta italiana per descrivere l’assenza di sapore.

Torniamo al soggetto 21 di ieri sera. Essendo malconcio e deboluccio, il soggetto 21 aveva voglia di mangiare un classico brodo di pollo. Compra gli ingredienti: verdure, pollo, qualche patata, qualche cipolla. Arrivato a casa, mette tutto in una pentola a bollire.

Come pasta ha usato un acquisto imperdonabile fatto l’anno scorso da un amico tedesco, ossia i “Macaroni BENITO”, la pasta più politically incorrect che ci sia in commercio, oltre agli scandalosi “ditalini” Barilla e alla falsissima pasta “Panzani”, spacciata per Italiana ma di produzione francese. Quei Macaroni Benito potevano essere utilizzati solo come pastina per il brodo.


La confezione dice “prodotto in Italia”. Prodotto cosa?!?

Il tempo di cottura dichiarato sulla confezione dei Macaroni Benito è sei, sette minuti. In realtà, erano pronti dopo trenta secondi perché la pasta Benito ardisce a ogni impresa.

Al termine della cottura avevo un dubbio: se avevo già usato la pentola grande per preparare dieci litri di brodo, come avrei potuto servirlo senza un mestolo? La soluzione era semplice e beffarda: “sticazzi, verso la pasta nel brodo e raccolgo quello che posso con una tazza”. Ovviamente la pastina in brodo non sapeva di un beneamato cazzo comune ed è avanzata. E non avevo la più pallida idea che durante la notte era in corso una reazione chimica.

Questa mattina la mia lei è andata a un Brunch e io non mi sentivo dell’umore giusto per accompagnarla, così sono rimasto a casa. Ora capite quanto sia stato male per rinunciare a un buffet a prezzo fisso, ossia una circostanza in cui riempio ALMENO 4 piatti di cibo.

La pastina era ancora là, galleggiante nel brodo dopo 14 ore. Poiché era l’unica cosa commestibile rimasta in casa, ho aggiunto un po’ d’acqua e l’ho rimessa a bollire.

All’assaggio, la scoperta del secolo: i macaroni Benito, dopo una notte immersi nel brodo, si sono convertiti in tofu. Lisci, molli e senza sapore. Questa domenica ho risolto uno dei problemi gastronomici del millennio. Ricorderete questo giorno come la data della sintesi del tofu dalla pasta Benito.

La cucina italiana era così vicina a scoprire questa nuova realtà culinaria, ma troppo fossilizzata nella sua assiomatica cottura al dente per farlo. Un po’ come nelle geometrie pseudoeuclidee, mettendo in discussione le nostre convenzioni gastronomiche si ottiene il tofu sintetico.

Da un punto di vista chimico, la sintesi del tofu può essere rappresentata in questo modo:


Tra l’altro, ho un cugino chimico. E senza studiare per 5 anni quella rottura di coglioni della chimica, sono arrivato a un risultato epocale. Brucia, eh?

Dal punto di vista gustativo, il tofu sintetico ha lo stesso sapore del tofu originale.

Pertanto, volete deliziare i vostri ospiti con un tocco giapponese alle vostre ricette? Servite del buon tofu sintetico e ammirerete lo stupore nei loro occhi!

Alla prossima scoperta!

21

(comunque il brodo di tofu sintetico faceva cagare e in questo momento galleggia nella spazzatura. Stavolta non ho alcun interesse scientifico a osservare cosa sta succedendo là dentro perché non sono mica un punkabbestia come Fleming)

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39 thoughts on “La grande scoperta del tofu artificiale di 21

    • “Dear colleagues,

      With my greatest pleasure I want to introduce you to the artificial tofu, made from cheap macaroni Benito and using common chicken soup as a catalyzer. Behold!”

      (che dici, va bene come inizio?)

      • Ho fatto l’aupair per un mese a Gistel, vicino a Oostende. Un po’ per tirare su qualche soldo, un po’ per migliorare l’olandese.
        Famiglia gentilissima e tutto, eh, ma quelle ballen erano davvero micidiali!

      • I know that feel…

        Ricordo ancora quando i colleghi fiamminghi se ne uscirono con l’insalata di pasta (additiva, non moltiplicativa all’italiana: solo insalata + pasta). Maronn…

    • Ce li avevo da mesi in dispensa, volevo il brodino di pollo, alla fine ho pensato che era meglio usare quelli invece di una buona marca di pasta.

      Il che mi lascia pensare che dovrò decidere come usare gli spaghettini belgi “Soubry”, comprati dalla mia ragazza senza la mia supervisione e chiaramente immangiabili.

  1. “Il tempo di cottura dichiarato sulla confezione dei Macaroni Benito è sei, sette minuti. In realtà, erano pronti dopo trenta secondi perché la pasta Benito ardisce a ogni impresa.”

    /me morto

  2. Guarda che un famoso, esimio, e anzianotto collega belga propugna da qualche anno il tofu batterico. Si puo`fare, volendo, anche usando le acque di scarico. Immagino inizieranno in Asia, dove sono gia`usi al tofu di soia (buonissimo, a patto di annegarlo nella salsa di peperoncino) 🙂

  3. Pingback: La formula chimica del tofu artificiale | prefetthura

  4. Ciao!
    Scusa se commento qui in modo improprio ma non sapevo come contattarti diversamente. Ti scrivo perché sei iscritta/o al mio blog, Q.I – Qualcosa d’Interessante (benguitar90.wordpress.com).
    In questi giorni ho ripreso la mia attività di blogger, e volevo segnalarti che oltre al solito blog ora ce n’è uno “nuovo”: http://qualcosadipersonale.wordpress.com
    Ti lascio il link nel caso ti possa interessare pure quello.

    Ciao, a presto
    Benguitar90

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