La grande scoperta del tofu artificiale di 21

Si sa che alcune grandi scoperte dell’umanità sono state osservate per caso.

Il 3 settembre 1928 Alexander Fleming ha scoperto la penicillina, ossia il primo antibiotico della storia della medicina. Non tutti sanno come: Fleming era un ricercatore straordinario, ma anche un po’ casinista. Prima di partire in vacanza Alex volle mettere un po’ d’ordine al casino che c’era nel suo laboratorio, accatastando delle colture di stafilococchi in un angolo della stanza. Al ritorno dalle vacanze, notò che le colture batteriche erano ammuffite, ma la muffa che si era formata aveva ucciso i batteri con cui era a contatto. Così venne scoperta la penicillina.
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La tazzona di 21!

Un grandissimo grazie all’Orso Chiacchierone. Diciamo quanto un cartello pubblicitario. Seguitelo tutti! orsochiacchierone.wordpress.com

La tana dell'Orso Chiacchierone

Questo post comincia con un “perdonami”!

Eh sì, perché il nostro amico 21 è rimasto un bel po’ ad aspettare fuori dalla tana con la sua tazzona tra le mani! Quindi, oltre a ringraziarlo per essersi unito a noi, lo ringrazio anche per la sua pazienza!

Dovrebbe esserci un’altra sedia da qualche parte…

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Un modello demografico per The Walking Dead

Guardavo mercoledì sera l’episodio 4×05, Internment. Questa puntata è in assoluto l’apoteosi dell’idiozia, la dimostrazione che i sopravvissuti di questo telefilm soffrono tutti di stupidismo acuto causato dal virus della scelta del cazzo. Ciò nonostante riescono comunque a campare durante l’apocalisse zombie. Se ce la fanno loro, con un quoziente intellettivo pari a un ruotino di scorta, sicuramente ce la possiamo fare pure noi, che almeno abbiamo finito la scuola dell’obbligo.

Giusto per essere gentile verso i miei lettori Amish, the Walking Dead è una serie televisiva che sfrutta l’inflazionatissima moda degli zombie. Il protagonista, Rick Grimes, è uno sceriffo coatto col vocione che quando fa un discorso serio si torce come un gobbo. È il leader di un gruppetto di zoticoni che cerca la salvezza in un mondo popolato da morti viventi vogliosi di lampredotto. Continua a leggere

Romeo e Giulietta di Prokofiev: l’analisi superficiale

Per certe attività ho stabilito un’età ideale: per l’opera, quarant’anni. Il balletto? Trentacinque, ma anche trentotto. Per il cinema d’autore gli anni di Cristo. La consumazione abituale di vino? Forse verso i sessantacinque, ma solo su prescrizione medica.

Per una di queste ho dovuto anticipare l’età ideale, per cause sentimentali. Alla mia morosa piace il balletto e non posso negarle l’esperienza di uno spettacolo di danza classica con la mia granitica resistenza artistica, sarebbe troppo egoista. Siamo arrivati a un accordo: in cambio di uno spettacolo teatrale ogni tanto, lei avrebbe accettato di vedere i miei classici della commedia e della fantascienza senza fiatare. Good deal. Continua a leggere