Su Giochi de Fame due…

Bisogna ammettere che le statistiche del blog stanno facendo schifo. Con schietta sincerità, nun me se incula nessuno. È anche vero che il post precedente era stato pubblicato a l’una di notte, una fascia oraria un po’ scomoda. Oh… Gigi Marzullo e Gabriele La Porta… quanto vi capisco.

Sarà stata l’esposizione agli effluvi della candeggina (perché ogni domenica in casa 21 si pulisce e a me tocca sempre scrostare il cesso), oppure la mancanza di maccheroni al sugo nel mio organismo, ma ieri sera l’ologramma di Philip Kotler si è materializzato in camera da letto come Obi Wan Kenobi, per suggerirmi una strategia vincente per aumentare le visite sul mio blog: la pubblicità negativa. Come ho fatto a non pensarci prima?

21 deve apparire al web come un bastardone, un figlio di puttana, un teppista che attacca le caccole sotto il tavolo, una macchia di sugo su una camicia pulita, un bonobo che si fa una sega allo zoo e scandalizza le mamme, un vecchio che succhia il brodo, insomma… un provocatore. Si sa che i provocatori vengono disprezzati nel breve periodo, ma nel lungo vengono premiati da un consistente cult following. Immagino già le analisi degli esperti di comunicazione tra vent’anni:

“Ricordo ancora il soggetto 21 nel lontano 2014, osò un parallelismo scatologico con una pellicola cinematografica di grande successo. Egli offese e provocò Internet, non c’è dubbio, ma col tempo il “ventunismo” gli ha procurato una quantità enorme di fedeli ventunisti che lo hanno reso la nuova stella della comunicazione digitale”.

Oh, alla fine con Marilyn Manson la pubblicità negativa ha funzionato. E pure con Giuseppe Simone.

Pertanto, sparerò a zero sul nuovo Hunger Games, senza alcuna pietà. Confesso che ho trovato Hunger Games 2 una merda.

Si avvisa che ‘sto popò di roba contiene spoiler: ho aspettato almeno un mesetto per sfogarmi pubblicamente e credo che nel frattempo la maggior parte di voi abbia visto il film. Comunque, meglio un disclaimer prima che un vaffanculo dopo.

Non ho letto i libri di Suzanne Collins e non avrò mai voglia di leggerli, per una ragione molto semplice: se fanno un film su un libro che hai letto, il film tende a essere deludente perché non è mai come immaginavi. Se invece leggi un libro di un film che hai visto, l’immaginazione della lettura è già cristallizzata dalla trasposizione cinematografica. Per questo motivo non so se le merdate sono da attribuire alla regia o direttamente all’autrice, ma tanto a noi provocatori non ce ne frega.

Quando aspetto con ansia un film, le mie aspettative sono così alte che molto spesso mi causano dolorose cadute su film mediocri. Ricordo ancora la batostona di Batman – The Dark Knight Rises. Per questo motivo ammetto che mi è piaciuto “the Amazing Spider-man”. Pensavo facesse schifo e invece ho visto un filmetto sull’uomo ragno senza infamia e senza lode. Meglio di niente, anche perché a me Tobey Maguire sta sul culo.

(Quello che ho scritto adesso a qualcuno non piacerà, ma la rissa rientra nel piano).

Nonostante il grosso apporto creativo da Battle Royale, il primo Hunger Games fu per me una piacevole sorpresa. Perché io Battle Royale non l’ho visto: i film giapponesi sono girati da pazzi furiosi e mi fanno venire il cagotto.

Royale with cheese!

Mi piacque molto la sensazione di angoscia che metteva addosso Hunger Games. Da un momento all’altro Katniss poteva essere attaccata da una bambina armata di coltelli da lancio o da un pischello con un giavellotto, e doveva guardarsi le spalle pure mentre dormiva su un albero o pisciava dietro un cespuglio. Percepivi la sua tensione e non potevi non fare il tifo per lei. Per assurdo, mi piaceva anche quella fotografia un po’ sbiadita e tremolante, che dava una sfumatura più live alle scene. Presi subito in simpatia quella ragazzetta sfigatella ma cazzuta, pronta a suicidarsi pur di non offrire il consueto spettacolo di sangue all’alta e stronza borghesia di Panem.

Questo dicembre al cinema ero carico come una molla all’idea di rivivere la stessa tensione, e invece… vedo Katniss associarsi e collaborare con gli altri partecipanti, fra cui una nonna muta che manco corre. La regia cambia: niente più shaky cam, adesso solo fotografie limpidissime di paesaggi tropicali, come una cartolina dalle Maldive. Niente più combattimenti: adesso si scappa da nubi velenose, tuoni, scimmie e centrifughe. Tutti si aiutano e si vogliono bene. Sembra quasi che il film si sia twilightizzato. Alla fine, nessuno vince. Katniss viene salvata da… Philip Seymour Hoffman.

Su Philip Seymour Hoffman voglio aprire una parentesi. Ma secondo voi è accettabile che appaia nel film tel quel come nella realtà? Cazzo, poteva farsi almeno la barba. Pure Woody Harrelson, noto attore rompicoglioni sui set, indossa una parrucca bionda. Tutti a Panem vestono in modo vistoso: Seneca Crane aveva la barba a punta, Elizabeth Banks veste come una scema, Lenny Kravitz veste come Lenny Kravitz mentre Philip Seymour Hoffman sembra appena uscito da tre ore di fila alla posta. Philip, ti stimo tantissimo come attore e nel film su Truman Capote eri eccellente, ma è inutile che pretendi di essere ancora l’attore indipendente di stocazzo, tanto abbiamo capito che anche tu vuoi fare cassa con i blockbuster come tanti tuoi colleghi, perché la settima arte paga ma i (quasi) nove zeri al botteghino pagano ancora di più.

E poi, me la prendo pure con Amanda Plummer. Fino a ieri, per me eri Coniglietta nella storica scena della rapina al ristorante di Pulp Fiction. Da oggi, sei la demente che dice “Tic-toc”. Complimenti.

E me la prendo pure con te, Jennifer Lawrence. Tu sei brava, ma che cazzo è quel finale di merda in cui guardi la telecamera sospirando? Ti avverto, continua così e diventerai una Kristen Stewart qualsiasi.

E infine, un doppio kitemmurt rotante va anche alla produzione della serie Hunger Games, perché il terzo capitolo della trilogia sarà diviso in due film, uno distribuito quest’anno e l’altro nel 2015. I libri sono tre, ma i film sono quattro. Un’altra, triste dimostrazione della crisi dell’industria cinematografica, che ormai succhia le vacche grasse fino all’esaurimento di idee.

L’unico elemento che ho apprezzato è l’ottimo Stanley Tucci nei panni dello Showman. Davvero troppo bravo il sig. Tucci.

Immagino ora i vostri commenti (e se ne fate, vuol dire che la pubblicità negativa è riuscita alla grande): “21 sei un sempliciotto”, “21 sei banale”, “21 fai parte della Ka$ta”, “21 tornatene da dove sei venuto”, “21 tua madre la dà a tutta Panem” eccetera eccetera, però prima di linciarmi dovreste leggere il mio Hunger Games ideale: Hunger Games – with Predators.

Meglio di Peeta, sicuramente.
Vi garantisco che questo predator è una bambina di 12 anni.

Innanzi tutto Peeta muore subito, perché Peeta non piace a nessuno. Muore dignitosamente combattendo contro la scala mobile di un supermercato. Katniss decide di vendicarlo sfidando pubblicamente il presidente Snow e accettando la sfida delle sfide. Snow accetta. Katniss viene mandata nell’arena con 23 Predator. Katniss consulta lo spirito del Maggiore Alan “Dutch” Schaefer, proveniente da un universo parallelo. Dutch le ricorda che le armi convenzionali non sono sufficienti contro i predator, e che ognuno di essi ha un’arma nucleare nell’avambraccio. Katniss sfrutta la situazione a suo vantaggio creando un varco nell’arena e attirando i predator verso la capitale. Con tutta una serie di trappole e trabocchetti Katniss concentra i predator feriti all’interno del palazzo presidenziale. Durante i loro ultimi attimi di vita, i predator attivano le bombe atomiche. Snow, la capitale e il distretto 1 (in cui abitano solo stronzi che danno fastidio, credo) vengono distrutti dall’esplosione. Katniss vive felice con il suo ganzo. Noi siamo pure felici grazie ai risparmi ottenuti dall’assenza di seguiti.

Avanti, sputatemi addosso.

21

Annunci

22 thoughts on “Su Giochi de Fame due…

  1. Mi sa tanto che in ambito cinematografico abbiamo gusti simili, l’ultimo film deludente che ho visto è stato “un maggiordomo alla casa bianca”, anch’io avevo grandi aspettative, per carità non è che faccia proprio schifo, ma mi immaginavo qualcosa di nettamente migliore. L’unica soddisfazione è stato averlo visto in streaming dal divano di casa a costo zero. Zero euro spesi bene.

    • È stato un anno deludente, il 2013. Poco, poco, pochissimo di valido al cinema. L’unico film che ho veramente amato è stato Pacific Rim, perché non si può resistere al fascino di robottoni che menano cinquine ai dinosauri. Per il resto, robetta che si divide fra squallore caciottaro, mediocrità da sufficienza su Rotten Tomatoes e il filmone della stagione fatto per i critici che tutti lodano, ma che nessuno vedrebbe una seconda volta. Tipo Gravity. Solo il costo zero riesce a compensare tutto questo. Sob…

  2. Hai troppa fretta. I lettori vanno conquistati con tempo e pazienza. Se li vuoi tutti e subito, tutti e subito andranno via alle prime avversità. In verità, in verità ti dico: chi ti ama ti seguirà. Amen.
    ilcomizietto.predicatore

    • Io scommetto tutto sull’aggressività virale, sul guerrilla marketing, sulla propagazione dei meme ma soprattutto sulla forza della bestemmia. GRAVITY MERDA!

  3. Ho letti i libri e non ho intenzione di guardare i film (anche se il primo me l’hanno forzatamente rifilato a spezzoni).
    Peeta che muore combattendo contro una scala mobile è epico.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...